Il bullismo si manifesta con vari livelli di gravità e può essere considerato una forma estrema di conflittualità socio relazionale.

Gli episodi emergenti (sia per visibilità che per gravità) possono considerarsi la punta di un iceberg, alla cui base vi sono le molte forme di "normale" conflittualità, quella insita nella vita sociale.

Una prima forma di disagio deriva dalle "piccole" prepotenze transitorie (nel senso che non causano grandi sofferenze a chi le subisce) che tendono a risolversi spontaneamente in pochi giorni, con attività di mediazione tra pari, spesso anche senza l'intervento diretto degli adulti.

Il disagio aumenta nelle prepotenze continuate, fonte di sofferenza temporanea non sempre grave, ma che necessitano della mediazione dell'adulto in quanto i pari non riescono da soli a gestire i conflitti sottostanti.

Il disagio diventa intenso nel bullismo conclamato, che causa grave sofferenza per chi lo subisce e che, essendo fortemente radicato in conflitti socio relazionali strutturati, necessita sempre dell'intervento di adulti competenti con attività strutturate, incisive e continuative per essere risolto.

 

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